| Le memorie di massa |
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engono
detti memorie di massa tutti i supporti (dischi e nastri) su
cui vengono registrati dati, documenti e programmi che si vogliono conservare,
sono quindi memorie di massa i floppy, i CD, gli hard disk, gli zip, ecc.
Lo spazio di memoria, come abbiamo
già accennato in precedenza, viene espresso in Byte (memoria
richiesta da un carattere) e multipli.
Multipli del Byte sono:
ischi
magnetici:
Sono dischi sui quali la memorizzazione
dei dati avviene magnetizzando la superficie, tramite un’apposita testina
di lettura/scrittura. Sullo stesso disco i dati possono essere scritti, cancellati
e riscritti per un numero indefinito di volte senza logorare il supporto.
I dischi magnetici sono volatili per natura, un forte campo magnetico è
sufficiente a cancellarne l'intero contenuto in pochi istanti, per questo
motivo vanno tenuti distanti dalle fonti di campo, come trasformatori di potenza
o grosse calamite.
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Floppy: Sono i comuni
dischetti, possono contenere fino a 1,44 MByte (dei vecchi modelli,
ormai fuori commercio, potevano contenere solo 720 KB). Sono caratterizzati
da una velocità di lettura/scrittura molto bassa rispetto a quella
degli altri dischi. Il foro in basso a sinistra serve per proteggere il disco da scrittura nel caso si volessero preservare dei dati importanti da cancellazioni accidentali; quando il foro è scoperchiato il disco è protetto da scrittura, quando il foro è coperto il disco è nuovamente scrivibile. Tutti i supporti magnetici estraibili possiedono un meccanismo di protezione simile a questo. |
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Hard disk: sono dischi
contenuti all’interno del computer e non sono normalmente estraibili
né visibili dall’esterno. I primi modelli avevano una capacità
di pochi MByte, i modelli oggi in commercio arrivano fino ad alcune
decine di GByte, ma escono continuamente modelli nuovi di capacità
sempre maggiore. Gli hard disk vengono realizzati secondo 2 diverse tecnologie: EIDE e SCSI; questi ultimi sono più veloci, ma costano anche un po' più degli altri (oltretutto richiedono la scheda SCSI montata sul computer, mentre i dischi EIDE si connettono direttamente alla scheda madre). |
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Zip: Somigliano ai dischetti floppy ma sono un po' più grandi e la forma è un po’ diversa. Esistono da 100 e 250 MByte e necessitano di un drive apposito, diverso da quello dei floppy. Sono piuttosto costosi (da circa 10 Euro a circa 25 Euro l'uno, a seconda della capacità). Sia i dischi che i drive Zip vengono prodotti esclusivamente dalla Iomega. |
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LS-120: Introdotti da pochi anni, sono simili agli Zip, ma, a differenza di questi, usano un drive che è in grado di leggere anche i normali floppy. Contengono fino a 120 MByte e costano circa 10 Euro l'uno. Non si sono molto diffusi. |
ischi
ottici:
sono dischi su cui la memorizzazione
dei dati avviene “bruciando” con un laser la superficie, che da lucida diviene
così opaca. Normalmente i dati scritti su un disco ottico non possono
più essere cancellati, esistono tuttavia dei dischi particolari (CD
riscrivibili) che consentono la cancellazione e la riscrittura per un numero
comunque limitato di volte (ad ogni cancellazione la superficie
tende a deteriorarsi sempre di più finché non diventa inutilizzabile).
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CD-ROM (Compact Disk):
sono esattamente gli stessi CD usati per la musica, la sigla ROM (Read
Only Memory) indica il fatto che i dati, una volta scritti su CD, sono
indelebili e potranno essere soltanto letti. La capacità tipica è di 650 MByte (che nei CD audio corrisponde a 74 minuti di registrazione), ma esistono anche modelli leggermente più capienti. Un CD vergine (scrivibile con un masterizzatore) costa da 50 centesimi a 2 Euro, a seconda della marca e della qualità. I più economici sono ovviamente più soggetti a difetti di fabbricazione. Esistono anche modelli che presentano un lato stampabile (usando stampanti particolari), ottimi per riprodurre perfette copie pirata di CD originali. La scrittura su CD è sempre un'operazione piuttosto complessa e delicata in quanto deve avvenire seguendo un ritmo costante e senza interruzioni. Se, per qualunque motivo, il flusso di dati durante la scrittura rimane bloccato, il CD è da buttare e bisogna ricominciare tutto da capo con uno nuovo. |
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Mini CD: sono CD con diametro ridotto (8 cm) e capacità di 180 MByte o 21 minuti. Sono perfettamente compatibili con i normali lettori CD (eccetto quelli in cui il CD va inserito attraverso una fessura). Esistono in commercio anche le CD Card, dischetti di forma rettangolare (!) grandi all'incirca come una carta di credito e con capacità che va da 30 a 80 MByte. Pare che le case produttrici ci stiano prendendo gusto: qualcuna ha addirittura annunciato il lancio di CD card a forma di cuore e di nuvoletta! |
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DVD (Digital Versatile
Disk): Esteriormente sono in tutto simili ai CD-ROM, ma possono
contenere da 9 a 17 GByte (cioè fino a 25 volte la capacità
di un normale CD). Sono usati da alcuni anni soprattutto per i film
digitali, tuttavia possono benissimo contenere anche i normali dati
come i CD-ROM; il problema è che lo standard dei DVD ancora
non è stato definito del tutto, comunque a partire dall'estate
2001 si trovano in commercio i primi masterizzatori per DVD ad un
prezzo abbordabile (circa 700 Euro). |
ischi
magneto-ottici:
sono dischi a supporto magnetico,
su cui però la scrittura dei dati può avvenire solo dopo un
forte riscaldamento della superficie con un fascio laser. A temperatura
ambiente i dischi magneto-ottici non sono sensibili ai campi magnetici e
questo li mette al riparo dalle cancellazioni accidentali. I dischi magneto-ottici
esistono in numerosi modelli, con capacità che arriva fino ad alcuni
GByte, e richiedono la presenza di un apposito drive. Furono messi in commercio
nella seconda metà degli anni '80, prima dell'avvento dei CD-ROM,
ma non hanno mai preso campo, sia per il costo eccessivo (soprattutto del
drive), sia per la contemporanea affermazione degli hard disk e dei CD.
Rimangono in uso solo in alcuni sistemi dove è richiesto il frequente
salvataggio di una grande quantità di dati in condizioni di sicurezza
(per es. nelle banche).
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MOD (Magneto Optical Disk),
o semplicemente "MO": ne esistono di tre misure: 3,5' (come
i floppy), 5,25' e 12'. La capacità cresce con le dimensioni.
Il prezzo parte da 5 Euro (per i più piccoli), mentre il
costo dei drive va da 350 Euro in su. L'uso di questi dischetti estraibili è piuttosto raro, in genere i dischi magneto-ottici vengono impiegati in batterie di dischi interni (tipo hard disk), che possono arrivare a sfiorare la capacità di 1 TeraByte. |
astri
magnetici:
Vengono usati dagli amministratori
di grandi sistemi di computer per creare periodicamente copie (Backup) del
contenuto degli hard disk, in modo da salvare i dati qualora se ne guastasse
uno. La lettura/scrittura è però molto lenta (può richiedere
alcune ore), per questo l'operazione di backup viene lanciata tipicamente
durante la notte.
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DAT (Digital Audio Tape):
Può contenere alcune decine di GByte. È a forma di cassetta,
un Po’ più grande e tozza di una cassetta audio. Il nome deriva dall'utilizzo originario del supporto, usato negli studi di registrazione professionali per l'audio digitale di alta qualità. |
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na
quinta categoria di supporti di memoria era costituita da schede perforate
e nastri perforati, che però sono caduti completamente in disuso
già da alcuni decenni. Si trattava di cartoncini o nastri di carta
sui quali i bit venivano rappresentati con fori presenti/assenti. Erano
estremamente scomodi da usare, lenti e ingombranti. Sparirono del tutto
con l'avvento dei primi floppy e ormai sono considerati articoli da museo
della scienza.